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Il codice piranese

Il codice piranese di Pietro Coppo "De summa totius orbis", si compone di due parti che differiscono sia per forma/materiale che per contenuto ovvero un testo manoscritto e carte geografiche xilografiche a stampa. Le due parti differiscono per contenuto, tipologia, tipo di carta, forma, legatura e grado di danneggiamento. La prima parte, quella scritta, è difficile da leggere perché gravemente danneggiata in molti punti. La seconda parte, quella a stampa, presenta evidenti lacerazioni lungo la parte centrale della piegatura e, in alcuni punti, la carta è brunita e usurata.

 


Il Codice di Pirano è stato restaurato per la prima nella Biblioteca Vaticana a Roma alla fine del 1920, (quando ancora faceva parte della vecchia Biblioteca Civica di Pirano) su iniziativa o con l'aiuto del prof. Mario Stenta, direttore del Museo di Storia Naturale di Trieste. All'epoca Attilio Degrassi stava preparando il suo studio e il direttore della Civica di Pirano il prof. Domenico Vatta gli permise di vedere più volte il codice e di studiarlo scientificamente. Il prof. Vattta portò il codice anche a Trieste, dove fu fotografato. Le fotografie sono state scattate presso il Museo di Storia ed Arte di Trieste. Lo si evince dal ringraziamento di Degrassi al direttore del Museo prof. Piero Sticotti e al fotografo, un impiegato del museo, il sig. Opiglio. Riteniamo che in quell'occasione il codice sia stato fotografato per la prima volta e che la fotografia della carta dell'Istria sia stata pubblicata per la prima volta nell'articolo del Degrassi.

 

Il secondo restauro, nonostante le condizioni relativamente buone del codice, è stato eseguito nel 1983 nell'Archivio della Repubblica Socialista di Slovenia a Lubiana (oggi Archivio della Repubblica di Slovenia) sotto la direzione di Nada Majcen. Prima dell'intervento, il codice è stato ripreso su microfilm da Darinka Mladenović dell'Archivio Storico di Lubiana.
Della legatura originale si sono parzialmente conservati solo la copertina in pergamena e la treccia dei due capitelli di copertina. Nonostante i due restauri, il codice presenta danni permanenti. Il testo è difficile da leggere a causa della corrosione dell'inchiostro di tannino di ferro che lo ha danneggiato in molti punti. Lo stadio finale di danno dovuto all'azione corrosiva dell'inchiostro si manifesta come abrasione completa della carta e relativa perdita di testo. In alcuni punti è visibile la trama del tessuto di seta che consolida il testo del codice. Durante il primo restauro infatti, tutte le pagine con il testo scritto sono state rinforzate con un sottile tessuto di seta i cui fili si estendono liberamente ai bordi dei fogli. Il danno alla parte cartografica è meno pronunciato rispetto alla parte scritta. I posti danneggiati sono meglio visibili sul retro.

 


Bibliografia: 

 

Petrus Coppus fecit : De summa totius orbis, la mostra e publicazione, Pirano, 2001.
Petrus Coppus fecit : De summa totius orbis, la publicazione, Pirano, 2006. 

Terčon Nadja, Bonin Flavio, Čerče Peter: Petrus Coppus fecit : Pietro Coppo - življenje in delo : predstavitev piranskega kodeksa De sum[m]a totius orbis = Pietro Coppo - la vita e l'opera : presentazione del codice piranese De summa totius orbis, Pirano, 2001, 7-22.

Vodopivec Jedert: Materialna podoba Piranskega kodeksa Pietra Coppa De sum[m]a totius orbis = Il materiale e la struttura del Codeice Piranese di Pietro Coppo De sum[m]a totius orbis, Pirano, 2001, 23-35.

 


Nadja Terčon