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Bertok Giuseppe

Giuseppe Bertok (Portorose, 20 marzo 1927 - 3 aprile 1997) 

 

Un uomo unico, particolare, che a suo modo simboleggiò la pesca in epoca postbellica a Pirano. Giorgio, così fu chiamato dai piranesi e così è scritto sulla sua lapide, fu una persona molto particolare. Nacque a Portorose, in una vecchia casa dietro la stazione degli autobus ma visse per tutta la vita a Pirano. Fu il primo pescatore della sua famiglia poiché i suoi antenati non si erano mai occupati di pesca. Non frequentò né una scuola né un corso di pesca. Acquisì tutto quello che c'era da sapere dai vecchi pescatori e dovette provarlo davanti ad una commissione d'esame che gli rilasciò il certificato di pesca. Non prestò servizio militare e se ne vantava spesso con buona dose di spirito durante le conversazioni. Uno dei suoi documenti lo qualifica come brodovodja (capobarca). Per qualche tempo comandò un peschereccio da traino di cui due-tre mesi addirittura senza documenti.


I bambini di Pirano lo osservavano quando in estate, tutto arrossato, rigorosamente scalzo e con semplici abiti colorati, camminava per Piazza Tartini, per le strade del centro o lungo il porto. In inverno di solito indossava un cappello di lana con pon pon. Puliva le reti sulla barca o sulla riva, spesso in compagnia della moglie. Parlava di rado e se già lo faceva, di solito era arrabbiato e parlava a voce molto alta. Ai bambini incuteva un po' di timore. Pescava con la sua batana, calando e tirando le reti. Quelli che vivevano nella zona sotto il Mogoron lo vedevano spesso sulla sua batana presso la stazione degli autobus o in prossimità del bagno Riviera.
Negli anni sessanta e settanta Giuseppe Bertok fu uno dei pochi a Pirano a vivere di pesca. Lo fece a modo suo e probabilmente non sempre ebbe vita facile. Fu di indole particolare e lo dimostra anche il fatto che mai fu membro della Cooperativa dei Pescatori di Pirano, che sotto vari nomi operò a Pirano dal 1933 al 1957, quando si unì definitivamente all'azienda di pesca Ribič di Pirano e cessò di esistere. Nella cooperativa i pescatori piranesi dovevano infatti adattarsi alle regole comuni, si occupavano soprattutto di pesca e pesca dei molluschi nelle acque di Pirano fino a Canegra e Punta Salvore sfruttando anche l'area di pesca nel Golfo di Portorose dove ogni anni pescavano da due a tre carri di cefali e altro pesce pregiato.


(Nadja Terčon » Sulla veridicità delle fonti verbali. Dalle memorie del pescatore piranese Giuseppe Bertok«)