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GLI ARMATORI SLOVENI A TRIESTE E FIUME

 

Nel 1717 fu dichiarata la libera navigazione del Mare Adriatico, nel 1719 fu concessa a Trieste la patente di Porto Franco, nel 1818 vi attraccò la prima nave a vapore dell’Adriatico, nel 1829 Ressel condusse qui i suoi esperimenti con il Civetta – il primo piroscafo a elica. Nel secondo quarto del XIX secolo, Trieste visse una fase di grande sviluppo della cantieristica e del settore assicurativo e questo grazie al commercio che incentivava il traffico, la diffusione della ricchezza e apriva nuove opportunità di progetti sempre più ambiziosi.

Nel XIX secolo a Trieste e a Fiume la marineria fu una delle attività con le maggiori prospettive di sviluppo e di conseguenza non mancarono il capitale e gli investimenti. Anche gli sloveni, individualmente o assieme a soci, investirono nell’acquisto di navi o azioni delle società marittime, aspirando al successo in questo nuovo ramo dell’economia. Tra questi c’erano ad es. Danijel Polak di Trieste, Nikolaj Valušnik, Marija, Leopold e Valentin Dolenc, Matej Gasser di Škofja Loka (che operò a Fiume), Franc Jelovšek di Vreme sul Carso, Anton e il figlio Peter Mašera di un villaggio ai piedi del Monte Nero, la famiglia Miklavčič (Jožef, Ivan, Emilija) e numerosi altri possessori o comproprietari di velieri e più tardi anche di piroscafi. Bisogna menzionare Henrik Angel Jazbec, proprietario fino al 1911 del Beechdale, l’ultimo mercantile a vela dello stato austriaco. Tra le famiglie più importanti in questa attività a Trieste e a Fiume ricordiamo i Kalister – Gorup di Slavina. Josip Gorup è considerato uno degli sloveni più ricchi di tutti i tempi. Alcuni sloveni furono addirittura membri delle Camere di commercio e industria di Trieste e Fiume, il che testimonia del loro importante ruolo e posizione nella società.